Il respiro ha una sua saggezza
Presente in ogni disciplina e pratica antica (dallo yoga, al buddismo, alle arti marziali), il respiro è il ponte tra subconscio ed inconscio, tra il corpo e la mente.
Ha un grande potere ed è anche il nostro capitale di vita. In base agli insegnamenti dello Yoga dovremmo infatti pensare alla nostra vita non in termini di numero finito di giorni ma di numero finito di respiri.
E come gestiamo questo capitale è quindi molto importante.
Nelle tradizioni antiche l’insegnamento è quello di rallentare il respiro, di controllarlo, di renderlo profondo per, da un lato, poter utilizzare al meglio questo nostro capitale di vita e, dall’altro, per controllare la mente. Da qui il legame tra il respiro e la meditazione.
E’ quella funzione autonoma involontaria che possiamo modificare con alcune tecniche. Dal primo pianto del bambino quando nasce, all’ultimo sospiro prima di morire, il respiro non si ferma mai tranne qualche breve e piccola apnea, volontaria o involontaria.
Riflettete un attimo su questi dati:
abbiamo circa 3 o 4 minuti di autonomia nel nostro corpo in cui possiamo sospendere il respiro prima che le funzioni vitali vengano compromesse.
Respiriamo in media dalle 20.000 alle 25.000 volte in un giorno. Respiriamo dai 12 kg ai 15 kg di aria ogni giorno. E’ una funzione vitale perpetua, è la nostra prima alimentazione. Anche la scienza si sta occupando dei benefici del corretto respiro: controllo dello stress, salute ecc.







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